Studio Professionale di Counseling

Dott. Massimo Catalucci Cr.


 

La professione di Counseling è autorizzata ai sensi della

"Legge nr. 4 del 14/01/2013"

Cosa è il Counseling?

Il COUNSELING (o Counselling riferito alla professione; Counselor o Counsellor = riferito al professionista) è  un'attività finalizzata all'Orientamento psicofisico ed emotivo della persona. 

E' importante però fare una precisazione in merito all'attività di Counseling e  laddove questo intervento professionale favorisce la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica, ciò non comporta tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità.  Quindi i termini "psico" o "piscologico" , nel caso della Professione di Counseling  assumono il significato intrinseco della parola "Psicologia" (Anima - Dialogo)  ovvero Dialogo con l'Esperienza Emotiva Personale dell'essere umano.

Una ricerca effettuta sul termine PSICOLOGIA ci fornisce etimologicamente la seguente definizione: Il termine "psicologia"  deriva dal greco psyché (ψυχή) = spirito, anima e da logo s (λόγος) = discorso, studio. Letteralmente la psicologia   è   quindi   lo   studio dello spirito o dell'anima. Il significato del termine rimase immutato dal XVI secolo fino al XVII secolo,  quando assunse  il  significato  di “scienza della mente”. Negli ultimi cento anni, il significato di tale termine  è  cambiato  ulteriormente e in   modo significativo,  adeguandosi   alle  nuove  prospettive e alla moderna metodologia. È interessante segnalare che iconograficamente  psyché (ψυχή)  può essere interpretato come farfalla:  molte decorazioni di antichi vasi greci raffigurano con l'immagine di una farfalla lo spirito (anima) che esala nell’istante della morte.[tratto dal sito web Wikipedia]

Ecco quindi che per attività professionale di Counseling si vuole intendere  un aspetto importante  della relazione interpersonale tra umano ed umano e intrapersonale, dell'umano con se stesso ed e concetrata su un dialogo emotivo leagto alle varie conflittualità e/o limitazioni che impediscono ad una qualsiasi persona di vivere pienamente ed in modo soddisfacente la propria vita relativamente  alle proprie  potenzialità. 

IL VIDEO CHE SEGUE, IN QUALCHE MODO SINTETIZZA L'ATTIVITA' DI COUNSELLING, BASATA APPUNTO SUL PRINCIPIO CHE, SE UNA COSA NON FUNZIONA COME DESIDERO, POSSO IMMAGINARE COME LA VORREI E CAMBIARE LA MIA MODALITA' DI PENSIERO E DI AZIONE........IL RISULTATO CHE SEGUE SARA', SICURAMENTE, DIVERSO DA QUELLO PRECEDENTE E.........FORSE.......MI OFFRIRA' L'OPPORTUNITA' DI RICEVERE CIO' CHE DESIDERO. PER VEDERE IL VIDEO, CLICCARE SULL'IMMAGINE SOTTO.

 

Il testo che segue è tratto dal Libro di prossima pubblicazione del Dott. Massimo Catalucci Cr. dal titolo:
 
"Il COUNSELLING: Attività di Orientamento Socio-Psico_pedagogico della Persona"
 
DEFINIZIONE DI COUNSELLING
 
Per evitare che tale attività professionale, incentrata nella “relazione di aiuto” della persona, venga confusa, come spesso accade, con altre professioni, occorre definire il termine Counselling, 
 
Partendo da una ricerca etimologica del termine, vediamo come il sostantivo Counselling,  affondi le sue radici nella lingua latina. Il verbo latino “consulo-ere” è traducibile infatti in “consolare”, “confortare”, “venire in aiuto” e si compone della particella “cum”, traducibile in “con”, accompagnata dal verbo “solere”, che sta ad indicare “alzare”, sollevare”, sia come atto che come accezione di “aiuto a sollevarsi”. Il termine “Counselling” è simile inoltre ad un altro verbo latino: “consulto-āre”, iterativo di “consultum”, participio passato di “consulo”, con il significato di “consigliarsi”, “deliberare”, “riflettere”. Ciò pone il termine tra le forme del verbo italiano “consultare”, inteso come competenze superiori per necessità contingenti. 
 
Tuttavia la traduzione come “consulenza”, non può essere così spiegata, anche se spesso il vocabolo Counselling viene confuso con un termine inglese simile:  “Counsulting”  -  che determina appunto un’attività di “consulenza” e dove, da una parte, c’è colui che pone il problema e dall’altra, colui che indica cosa è possibile fare dal suo punto di vista tecnico-professionale. Un consulente professionista, infatti, indica come potrebbe essere affrontato/risolto il problema. In questo contesto professionale, troviamo da una parte una richiesta di aiuto e dall’altra un consiglio tecnico del professionista, che indica, dopo un’attenta analisi del caso, quale direzione, secondo le sue conoscenze e competenze, è meglio intraprendere, relativamente al problema presentatogli.
 
L’attività di Counselling, pertanto, non può essere in nessun modo ricondotta ad una consulenza, intesa come consiglio tecnico che indica la strada da seguire, ma va considerata come attività socio-psico-pedagogica fondata sull’orientamento della persona, verso ciò che più confà alle sue esigenze, al suo caso specifico, attraverso l’attivazione di processi mentali e comportamentali ecologici, sempre liberamente scelti ed eventualmente adottati dalla persona che decide di seguire un “training di counselling”.
 
Il termine “ecologico”, è inteso come principio di equilibrio tra il pensare e l’agire della persona, in relazione all’ambiente in cui vive, al contesto socio culturale ed economico, nonché alla qualità dei rapporti interpersonali che la persona stessa è in grado di instaurare nella sua quotidianità.
Il termine “training” è invece utilizzato per evidenziare come, tale attività di Counselling, esuli da altre attività, in particolare la psicoterapia o psicoanalisi, basandosi su programmi di allenamento psicofisico, all’interno dei quali, il Counsellor (colui che esercita l’attività di Counselling) e il suo assistito (nel caso di singola persona) o suoi assistiti (nel caso di coppie o gruppi di persone), concordano modalità, tempi e strumenti, per la realizzazione e il raggiungimento di un obiettivo prefissato. 
 
La persona assistita dal Counsellor, è posta quindi al centro del lavoro di Counselling e stimolata nella ricerca di elementi significativi all’interno del proprio “modello del mondo”. Tali operazioni di ricerca e scelta all’interno del modello del mondo individuale, devono ristabilire quell’equilibrio psicofisico ed emotivo conforme alle potenzialità del singolo individuo, relativamente ad alcuni parametri personali (età, sesso, capacità cognitive e fisiche,  ecc.) nonché al contesto socio-culturale in cui la persona è calata. 
 
Il professionista Counsellor, ponendo al centro dell’attività di Counselling il suo assistito, attua un processo dialogico che fonda le proprie radici nella più conosciuta maieutica Socratica. 
L’orientamento della persona, basato su una comunicazione maieutica, ma correlato di metodi e tecniche, prevalentemente provenienti da ricerche in campo pedagogico e psicologico, favoriscono una maggiore "comprensione” dei significati emotivi ritenuti importanti dalla stessa, rivelandole, nei tempi e nelle modalità prettamente soggettivi, possibilità alternative di scelta, altrimenti difficilmente individuabili e attuabili con la sola forza di volontà. 
 
I conflitti interiori, sono le fondamenta del disagio vissuto dalla persona. Di queste contrapposizioni emotive interiori, solitamente, la persona non ne è cosciente, mentre è cosciente generalmente, del disagio che vive nella realtà e di come questo limiti le sue possibilità di scelta, con ripercussioni, quindi, sulla qualità della sua vita, condotta nei diversi ambiti e contesti: sociali, privati, ambientali, economici, spirituali, “intra” e “inter-personali”.
 
È bene quindi precisare che la persona assistita dal professionista Counsellor, non viene guidata, viene bensì orientata nella ricerca, nella sperimentazione, nell’adozione e all’adattamento delle scelte che la stessa sarà in grado di produrre e “consapevolizzare”, favorendone lo sviluppo di processi di pensiero e di azione, tali da indurla a superare e/o trasformare ciò che vive come disagio. 
 

 

LIMITI PROFESSIONALI NEL COUNSELLING
 
Nel  Counselling  le problematiche della pesona sono sicuramente di natura  psicologica, ma, legati ad aspetti affettivo relazionali, per cui invitano comunque a precisare che tali problematiche non vengno affronatte come dallo psicologo e/o dallo psicoterapeuta.
 
Per meglio definire quindi, i limiti professionali del Counselling, è bene mettere questa professione a confronto con le altre due figure professionali dello Psicologo e Psicoterapeuta, con le quali spesso viene confusa.
 
Lo Psicologo
Lo psicologo è il laureato in psicologia che ha sostenuto e superato l’Esame di Stato che permette l’iscrizione all’Ordine degli psicologi. Per poter sostenere tale esame egli deve obbligatoriamente svolgere un tirocinio formativo della durata di un anno, nel quale fa esperienza nel campo della psicologia. Gli psicologi non sono tutti uguali, in quanto esistono all’interno delle università indirizzi formativi diversi (per es: psicologia clinica e di comunità, psicologia del lavoro e delle organizzazioni, psicologia dello sviluppo e dell’educazione, psicologia generale e sperimentale), i quali forniscono competenze diverse.
 Dopo la laurea egli può decidere di frequentare corsi o master che forniscono competenze in ambiti specifici, per esempio nel campo dei disturbi d’ansia.
Lo psicologo fornisce ai suoi utenti un aiuto non farmacologico, basato su colloqui di sostegno, strumenti diagnostici, consulenze, tecniche di rilassamento ecc. Sono molte le cose che egli può fare, purché non si configurino come terapia, poiché essa richiede il titolo di psicoterapeuta. Inoltre lo psicologo non può prescrivere farmaci, dal momento che per fare questo serve una laurea in medicina. Se possiede una laurea in medicina oltre a quella in psicologia lo può fare. Quindi, riassumendo, per essere tale, lo psicologo deve possedere i seguenti requisiti:
1. Laurea in Psicologia
2. Essere iscritto all’Ordine degli Psicologi di una regione italiana.
 
Lo Psicoterapeuta
Il percorso per diventare psicoterapeuta è duplice. Può partire dalla laurea in psicologia o da quella in medicina, conseguita la quale, va intrapreso un corso di specializzazione riconosciuto dallo Stato Italiano della durata di almeno 4 anni. Dopo la laurea va superato l’Esame di Stato di psicologia esattamente come nel caso dello psicologo (Esame di Stato di Medicina nel caso del laureato in medicina). Dunque, lo psicoterapeuta può essere sia medico che psicologo; nel caso che sia psicologo può esercitare tutte le attività dello psicologo e in più la psicoterapia, nel caso che sia medico può esercitare le attività del medico (fra cui la prescrizione di farmaci) e quelle dello psicoterapeuta. Lo psicologo psicoterapeuta non può prescrivere farmaci. L’attività dello psicoterapeuta va quindi più in profondità rispetto a quella dello psicologo e permette di agire direttamente sui disagi della persona attraverso l’utilizzo di tecniche che variano a seconda della teoria di riferimento del professionista stesso.
Le scuole di specializzazione che permettono l’iscrizione all’albo degli psicoterapeuti sono molte e molto diverse fra loro. Ognuna di esse trae origine da un quadro teorico differente, non necessariamente incompatibile con gli altri, tant’è che spesso gli psicoterapeuti fanno uso contemporaneamente di tecniche provenienti da teorie di fondo diverse. Tra le scuole di specializzazione più frequentate abbiamo, per esempio, quella ad indirizzo cognitivo-comportamentista, quella sistemica familiare e quella psicanalitica.
 Alcuni tra gli approcci terapici più efficaci contro i disturbi d’ansia vengono descritti nella sezione “psicoterapie”. Lo psicoterapeuta, quindi, deve possedere i seguenti requisiti:
1. Laurea in psicologia o in medicina e chirurgia;
2. Essere iscritto all'Ordine degli Psicologi di una Regione Italiana;
3.  Aver frequentato una scuola di specializzazione riconosciuta dallo Stato Italiano che
permette l'Iscrizione all'Albo degli Psicoterapeuti.
 
Il Counsellor
Il Counsellor è la figura professionale che, attraverso le proprie conoscenze e competenze, è in grado di favorire la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale e/o relazionale a un individuo o un gruppo di individui. Il Counsellor, genericamente, può essere definito come il professionista che, in un contesto operativo, è capace di sostenere in modo adeguato la relazione con una persona che manifesta temi personali emotivamente significativi. 
Interviene su persone sane e non è abilitato a cure di nessun tipo. Il Counsellor, si pone piuttosto come azione preventiva e a tutela della salute della persona e, qualsiasi miglioramento, da parte del suo assistito, in relazione al problema esistenziale che quest’ultimo presenta, è da rilegare esclusivamente alla capacità della persona di attivare nuove risorse per la risoluzione dei suoi problemi. 
Quanto appena detto, relativamente alla capacità di ogni essere umano di poter attivare processi di cambiamento e trasformazione di un qualsiasi disagio manifestato, può far sembrare irrilevante l’intervento di un professionista Counsellor. 
È  bene fare, allora, una precisazione, evidenziando che il Counsellor, nella relazione professionale, assume una posizione acritica, dove accoglie l’emotività del suo assistito. 
Il Counsellor può essere definito come un “interprete dell’espressione emotiva” che si manifesta nelle persone, attraverso il linguaggio “non verbale”. 
Il Counsellor è quindi la figura professionale che, a seguito di un corso di studi almeno triennale, viene in possesso di un certificato-attestato rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici ed è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica, che non comportino, tuttavia, una ristrutturazione profonda della personalità.
Il Counsellor, quindi, “orienta”  la persona verso l'ascolto attivo del proprio modello del mondo interiore, affinché la stessa possa generare nuove risorse e maggiori possibilità di scelta relativamente al disagio (problema) che vive interiormente e che si manifesta in comportamenti limitanti per la stessa che non le permettono di vivere serenamente la propria esistenza, allontanandola spesso dalla vita sociale. 
E' quel Dialogo Emotivo con l'“Esperienza Personale”, volto alla realizzazione di un progetto di vita conforme alle aspettative della persona ed alle sue potenzialità. 
Nelle “sedute di Counselling” o nei “Training Counselling”, il Counsellor  instaura un rapporto collaborativo con il suo cliente e senza il quale tale rapporto professionale non potrebbe avere luogo. 
Nel Counselling, a differenza del setting psicoterapico, il cliente non ha bisogno di essere “curato”, né “guidato” a superare un disagio psicologico. Il cliente, nel Counselling, si avvale delle conoscenze e competenze del Counsellor come sostegno alle capacità che già possiede, in funzione delle sue potenzialità e viene “orientato” al conseguimento degli obiettivi che desidera raggiungere, liberamente e nelle modalità e nei tempi che più gli sono consoni.
Il Counsellor informa inoltre verbalmente il suo cliente sul tipo di lavoro  socio-relazionale che si andrà a svolgere nel corso degli incontri di Counselling, facendo prendere visione allo stesso interlocutore di quanto riportato nel Codice Deontologico che ogni Counsellor, iscritto presso le Associazioni di Categoria Professionale, deve osservare. 
Inoltre, il Counsellor stabilisce per iscritto con il suo cliente, tempi e condizioni economiche del rapporto professionale su descritto. 
Infine, desideriamo riportare di seguito uno schema che può aiutarci a comprendere meglio i confini nei quali possono e devono operare le professioni qui messe a confronto, nello specifico: dello Psicoterapeuta e del Counsellor. 
 
 

Psicoterapia

Counselling

Disagio/Sofferenza psichica

Problemi interpersonali limitati e specifici all'area del conflitto

Disordini patologici dovuti a Disturbo strutturale di personalità e riparazione di strutture di gravi disturbi (patologia)

Ambivalenza, stress, scelte e decisioni difficili da compiere (difficoltà)

Fattori interni

Fattori esterni

Tempi più lunghi

Tempi più brevi

Complessità del funzionamento intrapsichico, impegno intensivo

Crescita, prevenzione e sviluppo della personalità, questioni educative e di orientamento vocazionale

 

 

[1]Edoardo Giusti: Schema di applicazione della psicoterapia e del counseling in AA.VV. a cura di  Integrazione nelle psicoterapie e nel counseling, Roma, ESA, 1999. 

 

 

IL COUNSELING: “UN AIUTO PROFESSIONALE PER SUPERARE IL DISAGIO”.

Da diversi anni molte persone che si trovano a vivere un disagio di natura psicofisica emotiva, ricorrono sempre più spesso all’aiuto di una nuova figura professionale, il Counselor. Questo professionista svolge la sua attività definita Counseling (o Counselling). Ma cos’è esattamente il Counseling? La prima attestazione dell'uso della parola Counseling per indicare un'attività rivolta a problemi sociali o psicologici risale al 1908 da parte di Frank Parsons. Nel 1951 la parola Counseling è usata da Carl Ramson Rogers per indicare una relazione professionale nella quale la persona è assistita nelle proprie difficoltà senza rinunciare alla sua libertà di scelta e alla sua responsabilità.

« Gli individui hanno in se stessi ampie risorse per auto-comprendersi e per modificare il loro concetto di sé, gli atteggiamenti di base e gli orientamenti comportamentali. Queste risorse possono emergere quando può essere fornito un clima definibile di atteggiamenti psicologici facilitanti »
(Carl R. Rogers)


La Professione di Counseling  si colloca quindi nell’ambito delle nuove attività socio assistenziali ed offre l’opportunità di affrontare consapevolmente il disagio esistenziale che la persona vive in un determinato momento della sua vita.

Un lutto, la separazione dal coniuge e/o dei propri genitori, la timidezza, la paura di non farcela in merito a specifiche situazioni, le fobie, gli  stati di ansia che insorgono costantemente in situazioni specifiche (esami scolastici, lavoro, famiglia, sesso, competizioni sportive, ecc.), la malattia di un proprio caro,  la perdita del lavoro, la scarsa autostima, l’inadeguatezza, l’insicurezza, sensi di colpa, solitudine, abbandono e così via per tante altre situazioni di vita destabilizzanti che ci logorano fisicamente, psicologicamente ed emotivamente, ci fanno piombare in uno stato sofferente per cui accade che non riusciamo più a gestire con il giusto equilibrio la nostra esistenza.

Ancora più semplicemente può capitare spesso che ci troviamo in una situazione per noi pressante per cui non riusciamo a prendere una decisione importante, siamo confusi, disorientati.

In tutte queste circostanze la nostra emotività è messa a dura prova e pertanto può rimanerci difficile se non impossibile, pensare positivamente al presente e al futuro, mentre ci rimane più facile rimuginare su un passato e un presente negativi, condizionanti e debilitanti.

Sentiamo spesso dire che per vivere felici dovremmo considerarci sempre, mentalmente e fisicamente, nel presente, nel “qui ed ora”. Dovremmo in sostanza vivere di più l’attimo, in particolare amplificando sempre gli stati di piacere indebolendo quelli di sofferenza. È certamente più facile dirlo che farlo.
In questo contesto il “Counselor Professionista”, forte delle sue conoscenze (antropologiche, psicologiche, sociologiche, filosofiche, pedagogiche, ecc.) e competenze tecniche Socio  Relazionali, si pone come valido sostegno alla persona, permettendole di osservare il suo disagio da diverse prospettive, affinché la stessa, consapevolmente, nel presente, possa tramutare il suo problema in una sua opportunità di crescita personale, che sensibilizza contestualmente e positivamente sia il suo passato che le sue aspettative future.

Lo stato di disagio accusato dalla persona, può essere definito come stato di “crisi”. Il Counselor interviene per evitare il passo successivo detto “crollo della crisi”, orientando la persona verso l’azione di “cambiamento”.  Il “crollo della crisi”, inteso come costante e continua pressione emotiva a cui è sottoposta la persona, crea le condizioni per favorire l’insorgere di psicopatologie che possono essere preventivamente evitate intraprendendo un percorso di ascolto attivo dei propri stati emotivi causati da eventi significativi e specifici.

La sofferenza è purtroppo uno stato nel quale l’essere umano può trovarsi. Evitarla non è sempre possibile, ma laddove tali eventi negativi ci colpiscono, è possibile attingere da essi per trovare nuove risorse ed evitare che gli stessi ci possano logorare ulteriormente. Il Counselor, attraverso tecniche e metodi convenzionali e non, basati sulla comunicazione empatica ed assertiva, sul linguaggio simbolico, sul rilassamento psicofisico,  offre l’opportunità al suo assistito di cercare principalmente le nuove risorse dentro se stesso, affinché possa comprendere cosa è accaduto o sta accadendo, in quale altro modo può affrontare la situazione che gli si presenta, come può gestire gli stati emotivi che vive, avviando altresì un processo di ricerca di ciò di cui ha necessità per ritrovare il suo giusto equilibrio.

È importante specificare che, ai fini dell’orientamento che vorrà prendere la persona all’interno degli incontri di Counseling ed in merito al suo disagio,  il  Counselor non è colui che indica cosa fare, ma piuttosto è un “educatore maieutico” che pone domande specifiche e ben strutturate che possono produrre nuove risposte nel suo interlocutore relativamente al suo caso, affinché lo stesso possa trovare nuove vie di uscita alternative e più vantaggiose per sé e per il contesto che vive.

Le persone che ricorrono al Counseling, non sono solo coloro che vivono un momento difficile e di significativo disagio, ma anche tante persone che vogliono esclusivamente aumentare le proprie capacità comunicative, relazionali e/o psicofisico emotive, in merito alle attività professionali che svolgono. Persone che intendono quindi migliorare le proprie performance: dallo sportivo al manager, dal politico all’insegnante, ecc..

Anche nell’ambito familiare, molte coppie trovano interessante svolgere insieme un percorso di Counseling, al fine di migliorare la propria qualità comunicativa e conseguentemente quella relazionale affettiva, sia tra loro due che nell’eventuale rapporto con i propri figli. 

È inoltre possibile che il Counselor si trovi davanti a casi particolari dove sono evidenti i segnali di un disturbo della personalità (si veda il DSMIV). In questo caso, non essendo di sua competenza la gestione di questi disturbi, orienta il suo interlocutore verso altre figure professionali (psichiatri, psicologi, psicoterapeuti), con i quali instaura un rapporto di collaborazione professionale. Tuttavia, laddove a seguito di un consulto tra il Counselor e le altre figure professionali appena evidenziate, ci si rende conto che la persona con disturbo di personalità trova giovamento (magari solo nell’aspetto comunicativo del Counselor perché si sente ben accolta e considerata), si valuta la possibilità di integrare gli incontri di Counseling a quelli psicotearapeutici, nel rispetto naturalmente delle rispettive competenze professionali. È un lavoro di integrazione che permette alla persona assistita di farla sentire protetta, considerata e libera. 
 

Aspetti Deontologici dell’attività di Counseling 

È bene comunque distinguere chi svolge questa professione con conoscenze e competenze adeguate e certificate e con chi invece si improvvisa.

Chi garantisce, quindi, la qualità del servizio di Counseling?

Dopo la sua comparsa nel territorio Italiano, circa venti anni fa, il Counseling è stato inserito nell’elenco del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) tra le attività Professionali non regolamentate. Con la Legge 4 del 14/01/2013, il Governo Italiano recepisce quanto emanato dalla Comunità Europea in merito alla Direttiva del 2005 (Riconoscimento delle Attività Professionali e Libera Circolazione nel Mercato Europeo) e crea una normativa specifica per i Liberi professionisti non organizzati in Ordini e Albi. La Lege 4/2013, si poggia su tre pilastri  portanti:

> Le Libere Associazioni  Professionali;

> Le Associazioni Aggregative;

> L'Ente UNI (Certificazione Tecnica).

Tuttavia, la Legge 4/2013, non riconosce ogni songolo profilo professionale di ogni libero porfessionista non organizzato in Ordini e Albi, ma, obbliga questi ultimi solo a scrivere in ogni loro documento, pubblicitario e/o fiscale, cartaceo che nel formato elttronico, che la libera professione viene svolta "ai sensi della Legge del 14/01/2013 - nr. 4 .

Tale Legge 4/2013, quindi, non obbliga il Libero Professionista Counsellor, a sceguire nessun corso professionale per ersercitare la sua libera professione. Questo, naturalmente, non garantisce né tutele il libero professionista che si è formato secondo alcuni principi internazionali del Counselling (anche se non riconosciuti inItalia), né il beneficiario del servizio: il consumatore.

I Counsellors che tendono ad offrire un servizio professionale, quindi, consapevoli della responsabilità che hanno nel trattare il disagio socio esistenziale e psico fisico ed emotivo della persona, sviluppano percorsi formativi che possono garantire loro una solida profesionalità, conoscenze e competenze.

La formazione, solitamente, secondo quanto indicato dall'EAC, consistre in almeno tre anni di studi, oltre il titolo di scuola media superiore di 2° grado (licei, istit. Tecnici, ecc.), completano il percorso di studi i tirocini professionalizzanti.

Successivamente, per tutto l’arco della carriera professionale, il counsellor, se vuole essere in sintonia con le indicazione Europee sul Counselling, dovrà osservare una formazione costante chiamata “Educazione Continua Professionale”.

  1. Formazione triennale secondo quanto previsto dagli standards dell' E.A.C. - European Association for Counseling (attualmente, in Italia, l'unico referente E.A.C. è la FEDERCOUNSELING)   
  2. Iscrizione nel registro di un'Associazione  di Categoria Professionale: Es. FAIP - ASSOCOUNSELING - ANCORE - AICO - SICOOL (non è obbligatoria ma garantisce il professionista e il suo cliente, attraverso un controllo della professione svolta dal Counsellor)
  3. Mantenimento degli ECP (Educazione Professionale Continua) nel corso dello svolgimento della Professione di Counseling. (Le Associaizoni di Categoria Professionale, richiedono ai Counsellors iscritti presso i loro registri nazionali, l'aggiornamento continuo e costante attraverso dei crediti definiti ECP)


Inoltre, a garanzia del rapporto professionale  che si instaura tra il Counsellor e la Persona da lui assistita, viene sottoscritto dalle parti il “CONSENSO INFORMATO”, che riporta specificamente le caratteristiche del rapporto professionale suddetto.

 


ADEMPIMENTI FISCALI

Il codice ATECO di attività a cui deve fare riferimento il Counsellor che vuole operare in regola con le normative fiscali  è il seguente: “88.99.00”.

Categoria principale di riferimento dell’attività di Counseling: “Lettera Q – Sanità e Assistenza Sociale”;

Sottocategoria: “Altre attività di assistenza sociale non residenziale nca”.

 

 

NOTE

È quindi diritto del consumatore (fruitore del servizio di Counseling), accertarsi che il Counselor risponda a tutte le caratteristiche professionali sopra elencate, che comunque non sono obbligatorie ai fini della Legge 4 del 14/01/2013, ma, costituiscono garanzia per lo stesso fruitore del servizio, così come è invece obbligatorio che, per le prestazioni professionali, lo stesso Counselor rilasci, dietro compenso di un corrispettivo, idonea documentazione  fiscale.


Dott. Massimo Catalucci Cr.
 

 

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